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Il dispendio energetico giornaliero di una persona (TDEE) è dato dalla somma di tutte le reazioni biochimiche che si svolgono all’interno del nostro organismo e che comprendendo anche i processi di sintesi (anabolismo) e di scissione (catabolismo). L’unità di misura del dispendio energetico è rappresentata da kcal per unità di tempo (minuti, ora).
Secondo WHO, il fabbisogno energetico viene definito come l’apporto di energia di origine alimentare necessario a compensare il dispendio energetico di individui che mantengano un livello di attività fisica sufficiente per partecipare attivamente alla vita sociale ed economica e che abbiano dimensioni e composizione corporee compatibili con un buono stato di salute a lungo termine. Nel caso di bambini o di donne in gravidanza o allattamento, il fabbisogno deve comprendere la quota energetica necessaria per sostenere la deposizione di nuovi tessuti o per la secrezione di latte.
Un bilancio energetico negativo provoca il calo del peso corporeo, ma non sempre i risultati sono prevedibili:
1) se la dieta è troppo stretta le persone diventano meno attive; inoltre il costo energetico si riduce proporzionalmente al diminuire della massa corporea;
2) l'organismo si difende riducendo il MB (anche fino al 45 % e sicuramente molto di più di quanto sia prevedibile in relazione alla perdita di massa corporea), con risparmio di energia e conseguente riduzione dell’ efficacia della dieta (la perdita di peso si stabilizza e diventa più difficile perdere ulteriore peso, nonostante quanto teoricamente previsto dalla restrizione energetica; ne consegue frustrazione e scoramento del paziente).
I principali fattori che incidono sul dispendio energetico sono rappresentati da: dimensioni corporee, composizione corporea e attività fisica.
E’ noto che i fabbisogni energetici dell’organismo per lo svolgimento dei processi biologici che hanno luogo nelle cellule vengono soddisfatti oltre che dai carboidrati, anche da proteine, lipidi e alcool.
L’essenzialità del glucosio quale fonte di energia deriva dal fatto che alcuni tessuti, in particolare il sistema nervoso e la midollare del surrene, in condizioni normali utilizzano il glucosio come fonte elettiva di energia, e che inoltre gli eritrociti, essendo sprovvisti dei sistemi enzimatici associati al ciclo di Krebs, sono dipendenti dalla glicolisi per il loro metabolismo energetico.
Una dieta troppo ridotta in carboidrati porta all’accumulo di corpi chetonici, a un eccessivo catabolismo delle proteine tessutali e alla perdita di cationi, specialmente sodio.
FABBISOGNO ENERGETICO SUPPLEMENTARE IN GRAVIDANZA
I migliori esiti per la gravidanza si hanno quando il peso del neonato è compreso tra 3.5 e 4 kg.
Il peso neonatale è direttamente correlato con:
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incremento di peso della donna durante la gravidanza;
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il BMI della donna all’inizio della gestazione.

FABBISOGNO ENERGETICO DEL NEONATO

FABBISOGNO ENERGETICO SUPPLEMENTARE IN ALLATTAMENTO

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