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Dieta e malattie renali

Il rene è un organo di fondamentale importanza per la sopravvivenza dell'organismo in quanto esplica una funzione depuratrice dalle scorie metaboliche e una funzione regolatrice del contenuto di acqua e di sali nel corpo; inoltre presiede, tramite meccanismi ormonali, alla regolazione della pressione sanguigna ed alla produzione di globuli rossi da parte del midollo osseo. L'azione di allontanamento dall'organismo delle scorie del metabolismo avviene tramite un vero e proprio processo di filtrazione del sangue che scorrendo nei capillari renali si depura, mentre tutti gli elementi superflui o dannosi vengono allontanati con le urine.

L'unità funzionale del rene è costituita dal nefrone, una formazione tubulare lunga circa 3-3,5 centimetri, che inizia nella corticale del rene con un'espansione caliciforme (capsula di Bowman) che accoglie un groviglio rotondeggiante di capillari (glomerulo), per proseguire poi, lungo un'intricata serie di ripiegamenti, sino ad un dotto collettore che canalizza l'urina prodotta fino alla relativa papilla renale.
I reni ricevono sangue dalla rispettiva arteria renale, che emerge direttamente dall'aorta; una volta penetrata nei reni, l'arteria si suddivide ripetutamente in rami di calibro successivamente inferiore, dai quali alla fine emergono le arterie afferenti dei singoli glomeruli. Dai glomeruli originano le arterie efferenti che danno luogo ad una vera e propria rete capillare intorno ai tubuli renali; questa rete confluisce in quella venosa che segue il decorso di quella arteriosa.
In tutte le malattie renali, sia acute che croniche, si ha una ridotta escrezione dei prodotti finali del metabolismo che pertanto, invece di essere eliminati, tendono ad accumularsi nell'organismo e a dar luogo a fenomeni di intossicazione. Ciò è particolarmente vero per le proteine, l'acqua e i sali, mentre le scorie dei grassi e degli zuccheri vengono in gran parte eliminate per altre vie. Risulta quindi necessario tenere a mente queste caratteristiche fisiologiche nello stabilire una condotta dietetica in corso di nefropatia.
Fino a pochi anni orsono, proprio per i principi precedentemente esposti, era bandita la somministrazione di proteine nelle malattie renali sia acute che croniche. Tuttavia, benché una rigorosa restrizione proteica si imponga nelle gravi forme di insufficienza renale con pericolo d'uremia, o nelle glomerulonefriti acute per ridurre al minimo il lavoro dell'organo, essa non trova una indicazione negli altri casi di malattie renali, potendo anzi condurre ad un depauperamento dell'organismo con anemia e ridotta resistenza alle infezioni. Tenendo conto che l'organismo nel corso delle normali attività metaboliche distrugge giornalmente all'incirca 30 grammi di proteine, oggi giorno si consiglia nella dieta un contenuto protidico equivalente, dando preferenza agli alimenti ricchi in aminoacidi essenziali come le carni, le uova e i latticini.
Il paziente nefropatico seguirà una dieta povera di sali al fine di prevenire la ritenzione d'acqua e quindi l'ipertensione e gli edemi. Non è invece necessaria la soppressione totale del sale, norma anzi che può risultare controproducente, in quanto, rendendo inappetibili i cibi, si aggrava lo stato di mal nutrizione di questi soggetti.
Può essere utile, ogni volta che sia possibile, sostituire come condimento il sale con zucchero o limone. La restrizione dell'apporto di liquidi ha la stessa importanza della restrizione del sale; è tuttavia assai difficile stabilire con precisione l'esatta quantità di liquidi da somministrare, dato che numerosi fattori come vomito, diarrea, sudorazione possono sottrarre acqua all'organismo. In pratica, nelle fasi più acute della malattia si somministrerà circa mezzo litro al giorno di liquidi sia sotto forma di acqua che di latte o brodi vegetali, ricordando che una restrizione troppo prolungata è mal tollerata dall'organismo.
L'apporto calorico totale sarà mantenuto sulle 2000-2500 calorie a seconda delle necessità del paziente, in modo tale che l'organismo non debba utilizzare le proprie proteine tissutali per fini energetici. L'apporto calorico sarà costituito in massima parte dai carboidrati e dai grassi che verranno comunque concessi al paziente sulla base del suo grado di digeribilità. Si alterneranno minestre di riso, di semolino, di tapioca, le verdure ben cotte e condite con olio e limone, la frutta cruda e ben matura. Una larga parte delle calorie potrà essere fornita dallo zucchero, sia allo stato puro, che nelle bevande e negli alimenti.

La terapia dietetica nelle malattie renali risulta essenziale per controllare la sintomatologia ed evitare le complicanze, agendo come complemento indispensabile della terapia medica.

 

 

 

 
 
 
   

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